Che cos'è il Calore? La gestazione inizia e si compie in 11 mesi. Durante questo periodo è di fondamentale importanza somministrare un alimentazione adeguata.
Per i primi mesi, nutrire la cavalla gravida comporta pochi accorgimenti, in quanto la razione non si discosta da quella di mantenimento.
Recenti studi sull’alimentazione attribuiscono un’importanza notevole all’ultimo trimestre di gestazione. Ciò avviene parallelamente al rapido sviluppo del puledro, che determina una maggiore richiesta dei diversi alimenti.
In linea generale si fornisce una razione a base di cereali, circa 1,5-2 Kg al giorno, e fieno polifita a volontà per i primi 7 mesi di gravidanza; si aumenta poi la razione cereali fino ai 3 Kg circa dall’ottavo mese in poi, tenendo conto anche delle condizioni di mantenimento dei soggetti. È chiaro che se la cavalla è allevata all’aperto notte e giorno e la gravidanza si conclude nei primi mesi dell’anno le quantità di cereali o di mangime composto potranno essere aumentate in base a questi parametri. Se, al contrario, la fattrice è stabulata per diverse ore, ricoverata durante le ore notturne e conclude la gravidanza in concomitanza della primavera - quindi con temperature meno rigide e possibilità di pascolo - si impiegheranno quantità inferiori di concentrati.
Le dosi devono essere stabilite anche in base al tipo morfologico e a fattori individuali di metabolismo: un proprietario che conosce il proprio animale deve considerare nella formulazione della dieta se si tratta di un soggetto che ingrassa facilmente o che, al contrario, tende a rimanere sottocondizione, se si tratta di cavalla di buona indole o di un animale nevrile.
Particolare attenzione dovrà essere riposta, soprattutto nell’ultimo trimestre di gravidanza, alla copertura dei fabbisogni vitaminici e minerali. Di particolare rilievo risultano alcuni elementi minerali coinvolti nella formazione dello scheletro la cui carenza potrebbe concorrere ad accrescere le possibilità di problemi ortopedici nel puledro dopo la nascita. Fin dalla vita nel grembo materno, infatti, occorre prestare attenzione agli apporti di calcio, fosforo, rame, zinco e manganese, che risultano indispensabili per un corretto sviluppo scheletrico e che potrebbero essere carenti nelle razioni.Inoltre, anche il ferro può essere un elemento critico in gravidanza e va quindi attentamente valutata la possibilità di impiegare un integratore minerale che, unitamente agli elementi sopracitati, ne apporti quantità adeguate. Per quanto riguarda le vitamine, l’utilizzo di un integratore a cicli di 15 giorni almeno due o tre
Visualizzazione post con etichetta I Miei Cavalli. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta I Miei Cavalli. Mostra tutti i post
lunedì, agosto 27, 2007
venerdì, aprile 20, 2007
Una questione di psicologia
UNA QUESTIONE DI PSICOLOGIA
Il comportamento del cavallo è sempre conseguenza di un esperienza precedente.Nell osservare il comportamento di più cavalli ci si può facilmente accorgere che ogni soggetto pare distinguersi dagli altri per piccole manie che spesso interpretiamo come vezzi o capricci.Cè quello che appena sente il carrello delle profende in scuderia inizia a rampare contro la porta, quello che non sopporta di essere secondo a nessuno in passeggiata, quello che ricerca quasi ostinatamente le coccole delluomo, quello che, al contrario, si mostra riottoso e chiuso, quello che al prato ama la compagnia dei propri simili e quello che invece preferisce isolarsi.I casi, di questo passo, possono ripetersi allinfinito ma sono tutti contraddistinti da ununica costante: non sono mai atteggiamenti casuali e semmai la loro origine va ricercata nellesperienza acquisita da ciascun soggetto fin dai primissimi stadi della sua esistenza e, ancora prima, nellistinto innato della vita del branco: perché non dobbiamo mai dimenticare che ogni cavallo porta con sé listinto per una vita piuttosto diversa da quella che si trova poi a condurre di fatto. Ciò non significa che la routine di scuderia abbia necessariamente influssi negativi o devianti sulla sua personalità, ma semmai che esistono atteggiamenti comportamentali equinamente pertinenti che possono sfuggire alla logica prettamente umana.per esempio il cavallo che rampa contro la porta e pare non tollerare di ricevere le profende dopo i suoi colleghi. Di per sé, potrebbe sembrare un semplice capriccio, ma a ben guardare potrebbe esserci una spiegazione assai differente.Nella vita di branco esistono delle gerarchie ben stabilite che ordinano anche funzioni primarie quali labbeverata o lassunzione del cibo. Cè il cavallo che per primo accede allacqua mentre gli altri svolgono il ruolo di guardiani e che cede quindi il posto a tavola in un preciso interscambio funzionale di compiti. Pensiamo quale frustrazione possa rappresentare laspettare rigorosamente il turno a fine corridoio per un soggetto che ha avuto da puledro questo ruolo e che si trova improvvisamente a dover fare la fila! E lo stesso può dirsi per quei soggetti che, in passeggiata, reagiscono in maniera poco propensa allessere accodati ad altri cavalli: fin dai primi giochi dei puledri liberi al prato ci sono soggetti che corrono e altri che inseguono, e se il nostro cavallo è tra quelli abituati a guidare i suoi simili nelle corse e nei giochi, il ruolo di comprimario può risultargli un po stretto e dare origine al desiderio di riattestarsi, con noi in sella e nostro malgrado, al comando del gruppo. Un soggetto che fin da puledro sia stato abituato a essere manipolato, toccato e accudito con buona frequenza sarà indubbiamente più propenso e rilassato nel contatto con chi lo governa, lo coccola o semplicemente gli gira intorno. È abbastanza facile intuire che, al contrario, in soggetti rimasti più a lungo in regime di branco, come per esempio accade in molti allevamenti che dispongono di un numero cospicuo di puledri, il contatto con luomo avviene più tardi e dunque risulti meno naturale.Attenti ai traumiÈ un grosso errore cercare di interpretare i comportamenti del cavallo basandoci sulla nostra logica. Se è già complesso riuscire a capire come pensa un cavallo, lo è ancora di più riuscire a interpretare le sue reazioni alla luce della sua personalissima esperienza. Di un essere umano possiamo in un qualche modo tracciare un profilo delle sue fobie o dei suoi comportamenti attraverso il suo vissuto, che può esserci raccontato: dal bambino che è caduto nellacqua senza salvagente quando era piccolo alladulto che ha paura di nuotare dove non si tocca il fondo, il tracciato è abbastanza scontato. Ma del cavallo che rifiuta ostinatamente di attraversare un ruscello cosa sappiamo? Accanirsi in maniera troppo dura verso questi atteggiamenti (il rifiuto dellacqua è un classico) può creare ulteriori tensioni e determinare unulteriore associazione spiacevole, a livello fisico e psicologico, rispetto a un evento che porta già una matrice negativa nellesperienza di quel particolare soggetto.Di fronte a situazioni che lo hanno messo in pericolo o nelle quali ha provato paura, il cavallo si comporterà secondo quanto gli verrà suggerito dal suo istinto di conservazione. Questo è il motivo principale per il quale è assolutamente necessario che ogni evento porti quanto più possibile con sé una connotazione positiva ed entri nellesperienza del soggetto nella maniera meno traumatica possibile. Di fronte a una barriera abbattuta, a uno scivolone in acqua, a un viaggio in van un po più movimentato, il cavallo deve essere non solo compreso nelle sue paure ma anche aiutato con una presenza costante e rassicurante, un atteggiamento che gli dica: «Ok, non preoccuparti, non è successo nulla di male». Una pacca sul collo, un massaggio vicino al garrese, un pezzo di carota, dieci minuti di passeggiata a mano, qualche parola detta con tono pacato costituiscono una terapia semplice e molto funzionale che chiunque può mettere facilmente in atto. Solo così il trauma non andrà a incidere sulla psiche e potrà rapidamente essere dimenticato. In caso contrario, al ripresentarsi di una situazione analoga, il comportamento del cavallo sarà sicuramente di difesa a oltranza.
Il comportamento del cavallo è sempre conseguenza di un esperienza precedente.Nell osservare il comportamento di più cavalli ci si può facilmente accorgere che ogni soggetto pare distinguersi dagli altri per piccole manie che spesso interpretiamo come vezzi o capricci.Cè quello che appena sente il carrello delle profende in scuderia inizia a rampare contro la porta, quello che non sopporta di essere secondo a nessuno in passeggiata, quello che ricerca quasi ostinatamente le coccole delluomo, quello che, al contrario, si mostra riottoso e chiuso, quello che al prato ama la compagnia dei propri simili e quello che invece preferisce isolarsi.I casi, di questo passo, possono ripetersi allinfinito ma sono tutti contraddistinti da ununica costante: non sono mai atteggiamenti casuali e semmai la loro origine va ricercata nellesperienza acquisita da ciascun soggetto fin dai primissimi stadi della sua esistenza e, ancora prima, nellistinto innato della vita del branco: perché non dobbiamo mai dimenticare che ogni cavallo porta con sé listinto per una vita piuttosto diversa da quella che si trova poi a condurre di fatto. Ciò non significa che la routine di scuderia abbia necessariamente influssi negativi o devianti sulla sua personalità, ma semmai che esistono atteggiamenti comportamentali equinamente pertinenti che possono sfuggire alla logica prettamente umana.per esempio il cavallo che rampa contro la porta e pare non tollerare di ricevere le profende dopo i suoi colleghi. Di per sé, potrebbe sembrare un semplice capriccio, ma a ben guardare potrebbe esserci una spiegazione assai differente.Nella vita di branco esistono delle gerarchie ben stabilite che ordinano anche funzioni primarie quali labbeverata o lassunzione del cibo. Cè il cavallo che per primo accede allacqua mentre gli altri svolgono il ruolo di guardiani e che cede quindi il posto a tavola in un preciso interscambio funzionale di compiti. Pensiamo quale frustrazione possa rappresentare laspettare rigorosamente il turno a fine corridoio per un soggetto che ha avuto da puledro questo ruolo e che si trova improvvisamente a dover fare la fila! E lo stesso può dirsi per quei soggetti che, in passeggiata, reagiscono in maniera poco propensa allessere accodati ad altri cavalli: fin dai primi giochi dei puledri liberi al prato ci sono soggetti che corrono e altri che inseguono, e se il nostro cavallo è tra quelli abituati a guidare i suoi simili nelle corse e nei giochi, il ruolo di comprimario può risultargli un po stretto e dare origine al desiderio di riattestarsi, con noi in sella e nostro malgrado, al comando del gruppo. Un soggetto che fin da puledro sia stato abituato a essere manipolato, toccato e accudito con buona frequenza sarà indubbiamente più propenso e rilassato nel contatto con chi lo governa, lo coccola o semplicemente gli gira intorno. È abbastanza facile intuire che, al contrario, in soggetti rimasti più a lungo in regime di branco, come per esempio accade in molti allevamenti che dispongono di un numero cospicuo di puledri, il contatto con luomo avviene più tardi e dunque risulti meno naturale.Attenti ai traumiÈ un grosso errore cercare di interpretare i comportamenti del cavallo basandoci sulla nostra logica. Se è già complesso riuscire a capire come pensa un cavallo, lo è ancora di più riuscire a interpretare le sue reazioni alla luce della sua personalissima esperienza. Di un essere umano possiamo in un qualche modo tracciare un profilo delle sue fobie o dei suoi comportamenti attraverso il suo vissuto, che può esserci raccontato: dal bambino che è caduto nellacqua senza salvagente quando era piccolo alladulto che ha paura di nuotare dove non si tocca il fondo, il tracciato è abbastanza scontato. Ma del cavallo che rifiuta ostinatamente di attraversare un ruscello cosa sappiamo? Accanirsi in maniera troppo dura verso questi atteggiamenti (il rifiuto dellacqua è un classico) può creare ulteriori tensioni e determinare unulteriore associazione spiacevole, a livello fisico e psicologico, rispetto a un evento che porta già una matrice negativa nellesperienza di quel particolare soggetto.Di fronte a situazioni che lo hanno messo in pericolo o nelle quali ha provato paura, il cavallo si comporterà secondo quanto gli verrà suggerito dal suo istinto di conservazione. Questo è il motivo principale per il quale è assolutamente necessario che ogni evento porti quanto più possibile con sé una connotazione positiva ed entri nellesperienza del soggetto nella maniera meno traumatica possibile. Di fronte a una barriera abbattuta, a uno scivolone in acqua, a un viaggio in van un po più movimentato, il cavallo deve essere non solo compreso nelle sue paure ma anche aiutato con una presenza costante e rassicurante, un atteggiamento che gli dica: «Ok, non preoccuparti, non è successo nulla di male». Una pacca sul collo, un massaggio vicino al garrese, un pezzo di carota, dieci minuti di passeggiata a mano, qualche parola detta con tono pacato costituiscono una terapia semplice e molto funzionale che chiunque può mettere facilmente in atto. Solo così il trauma non andrà a incidere sulla psiche e potrà rapidamente essere dimenticato. In caso contrario, al ripresentarsi di una situazione analoga, il comportamento del cavallo sarà sicuramente di difesa a oltranza.
mercoledì, aprile 18, 2007
Il Cavallo e L'Uomo: più di 3000 anni insieme.
Circa 3000 anni fà, nelle pianure sperdute dell'Asia centrale, l'uomo capì l'utilità del cavallo, precedentemente cacciato per la carne.
Proprio da quel momento iniziò una frattura che ancora oggi è ben evidente.
L'uomo volle assoggettare il cavallo a tutte le sue esigenze, servendosi della sua cattiveria e di metodi poco ortodossi, incutendo nell'animale paura, che presto si tramutò in odio e non in rispetto, come egli avrebbe voluto.
Il Cavallo venne usato come un "oggetto" al servizio dell'umanità, come un auto moderna; utile non solo per il trasporto di persone, ma anche di oggeti.
Per il cavallo la libertà era finita!!!
Proprio da quel momento iniziò una frattura che ancora oggi è ben evidente.
L'uomo volle assoggettare il cavallo a tutte le sue esigenze, servendosi della sua cattiveria e di metodi poco ortodossi, incutendo nell'animale paura, che presto si tramutò in odio e non in rispetto, come egli avrebbe voluto.
Il Cavallo venne usato come un "oggetto" al servizio dell'umanità, come un auto moderna; utile non solo per il trasporto di persone, ma anche di oggeti.
Per il cavallo la libertà era finita!!!
lunedì, marzo 19, 2007
Annuncio (per chi ci sente)
Pochi giorni fà ho incontrato alcune persone come me , interessate ad acquistare un appezzamento di terreno, per poi insediarvi un piccolo maneggio.
Un maneggio dove non si massacra!!!
Il problema principale è quello di trovare un terrreno idoneo nelle vicinanze.
Non è Facile!!!
Spesso chi agisce nell'ombra è favorito, per noi non è così, perchè mettiamo al primo posto la salute del cavallo, a costo di entrare in difficoltà economiche.
Il terreno ormai è utilizzato esclusivamente per costruire!
Chiedo con umiltà e sincerità, che se qualcheduno avesse del terreno da affittare, e/o vendere di farci sapere la disponibilità.
Noi vogliamo semplicemente tutelarci da un sistema (l'equitazione) che non funziona, per violenze ed altro, che ora non descrivo.
Non vogliamo fare concorrenzaa nessuno!!!
Potete rivolgervi a questo sito, oppure al333 2436477.
Grazie a presto
Un maneggio dove non si massacra!!!
Il problema principale è quello di trovare un terrreno idoneo nelle vicinanze.
Non è Facile!!!
Spesso chi agisce nell'ombra è favorito, per noi non è così, perchè mettiamo al primo posto la salute del cavallo, a costo di entrare in difficoltà economiche.
Il terreno ormai è utilizzato esclusivamente per costruire!
Chiedo con umiltà e sincerità, che se qualcheduno avesse del terreno da affittare, e/o vendere di farci sapere la disponibilità.
Noi vogliamo semplicemente tutelarci da un sistema (l'equitazione) che non funziona, per violenze ed altro, che ora non descrivo.
Non vogliamo fare concorrenzaa nessuno!!!
Potete rivolgervi a questo sito, oppure al333 2436477.
Grazie a presto
Iscriviti a:
Post (Atom)
Ecco alcune immagini del paesaggio preolimpico visto da cavallo!!
31-10-2005
Val susa oulx.
