Hello, I have selected to write this small composition about horses, to allow the reading at all people who to now more of horse riding.
In particular I want tell to foreign people the Italian situation, that has some important problem such as teacher’s incompetence, or the bad condition in which animals are kept.
In fact a lot of horse center keep the animals in broken and dirty boxes , moreover someone beat horses with forks or other harmful objet, causin a lot of horse health problem.
Unfortunately more and more people are convincing that horse must be kept like a motorbike, and so instead to love and protect their animals they sell they to buy onotherone.
This shouldn’t happen because horse riding teaches that the horse isn’t a thing, but it must be considered like a man, and the link between rider and horse is the most important thing.
We Must Save and preserve horses to its worst enemies: THE MAN!
domenica, settembre 30, 2007
mercoledì, settembre 26, 2007
Robusto e Veloce? Si grazie.....
Questa settimana analizzeremo varie razze di cavalli usati sia per praticare sport, sia in agricoltura.
Ecco qui un valido esempio di cavallo rustico e resistente e al tempo stesso sportivamente validissimo; l'Anglo Arabo Sardo (AAS) .
Gli allevatori Sardi sono stati gli unici in Italia a saper creare un cavallo in grado di contrastare gli stranieri nelle gare di equitazione. Grazie al loro impegno ed alla loro passione hanno ottenuto un cavallo docile ma nevrile, di bel modello adatto a tutte le discipline sportive.
Con arabo si indica una razza nobile e molto selezionata, allevato fin da tempi antichissimi e caratterizzato da numerose doti che ne fanno il compagno ideale per il trekking e per altri sport. Anticamente era molto utilizzato per la cavalleria per la sua resistenza.
Ecco qui un valido esempio di cavallo rustico e resistente e al tempo stesso sportivamente validissimo; l'Anglo Arabo Sardo (AAS) .
Gli allevatori Sardi sono stati gli unici in Italia a saper creare un cavallo in grado di contrastare gli stranieri nelle gare di equitazione. Grazie al loro impegno ed alla loro passione hanno ottenuto un cavallo docile ma nevrile, di bel modello adatto a tutte le discipline sportive.
Con arabo si indica una razza nobile e molto selezionata, allevato fin da tempi antichissimi e caratterizzato da numerose doti che ne fanno il compagno ideale per il trekking e per altri sport. Anticamente era molto utilizzato per la cavalleria per la sua resistenza.
mercoledì, settembre 19, 2007
Convegno Nazionale Turismo Equestre
Invito Engea a tutti i soci per il convegno nazionale del turismo equestre che si terrà il 16 ottobre nella nuova sede di Silvano Pietra.
Per ulteriori informazioni http://www.sitogea.net/
Per ulteriori informazioni http://www.sitogea.net/
martedì, settembre 04, 2007
Quanti denti ha un cavallo?
Il cavallo maschio adulto ha 40 denti mentre la femmina 36, perché non ha gli scaglioni; sono distribuiti così: 12 molari, 12 premolari, 4 scaglioni, 12 incisivi che a loro volta si distinguono in: 4 picozzi, 4 mediani e 4 cantoni (o laterali). Gli spazi tra gli incisivi e i premolari sono detti barre. Dopo la nascita si ha l'eruzione dei denti da latte che verranno via via sostituiti dai permanenti, ed al quinto anno di età si dice che il cavallo ha la "bocca fatta". Con la masticazione si ha un continuo consumo della tavola dentaria, che però viene compensato da una costante crescita del dente. Quindi è possibile stabilire con discreta esattezza l'età del cavallo in base alla forma della tavola dentaria degli incisivi inferiori.
lunedì, agosto 27, 2007
Che cos'è il calore?
Che cos'è il Calore? La gestazione inizia e si compie in 11 mesi. Durante questo periodo è di fondamentale importanza somministrare un alimentazione adeguata.
Per i primi mesi, nutrire la cavalla gravida comporta pochi accorgimenti, in quanto la razione non si discosta da quella di mantenimento.
Recenti studi sull’alimentazione attribuiscono un’importanza notevole all’ultimo trimestre di gestazione. Ciò avviene parallelamente al rapido sviluppo del puledro, che determina una maggiore richiesta dei diversi alimenti.
In linea generale si fornisce una razione a base di cereali, circa 1,5-2 Kg al giorno, e fieno polifita a volontà per i primi 7 mesi di gravidanza; si aumenta poi la razione cereali fino ai 3 Kg circa dall’ottavo mese in poi, tenendo conto anche delle condizioni di mantenimento dei soggetti. È chiaro che se la cavalla è allevata all’aperto notte e giorno e la gravidanza si conclude nei primi mesi dell’anno le quantità di cereali o di mangime composto potranno essere aumentate in base a questi parametri. Se, al contrario, la fattrice è stabulata per diverse ore, ricoverata durante le ore notturne e conclude la gravidanza in concomitanza della primavera - quindi con temperature meno rigide e possibilità di pascolo - si impiegheranno quantità inferiori di concentrati.
Le dosi devono essere stabilite anche in base al tipo morfologico e a fattori individuali di metabolismo: un proprietario che conosce il proprio animale deve considerare nella formulazione della dieta se si tratta di un soggetto che ingrassa facilmente o che, al contrario, tende a rimanere sottocondizione, se si tratta di cavalla di buona indole o di un animale nevrile.
Particolare attenzione dovrà essere riposta, soprattutto nell’ultimo trimestre di gravidanza, alla copertura dei fabbisogni vitaminici e minerali. Di particolare rilievo risultano alcuni elementi minerali coinvolti nella formazione dello scheletro la cui carenza potrebbe concorrere ad accrescere le possibilità di problemi ortopedici nel puledro dopo la nascita. Fin dalla vita nel grembo materno, infatti, occorre prestare attenzione agli apporti di calcio, fosforo, rame, zinco e manganese, che risultano indispensabili per un corretto sviluppo scheletrico e che potrebbero essere carenti nelle razioni.Inoltre, anche il ferro può essere un elemento critico in gravidanza e va quindi attentamente valutata la possibilità di impiegare un integratore minerale che, unitamente agli elementi sopracitati, ne apporti quantità adeguate. Per quanto riguarda le vitamine, l’utilizzo di un integratore a cicli di 15 giorni almeno due o tre
Per i primi mesi, nutrire la cavalla gravida comporta pochi accorgimenti, in quanto la razione non si discosta da quella di mantenimento.
Recenti studi sull’alimentazione attribuiscono un’importanza notevole all’ultimo trimestre di gestazione. Ciò avviene parallelamente al rapido sviluppo del puledro, che determina una maggiore richiesta dei diversi alimenti.
In linea generale si fornisce una razione a base di cereali, circa 1,5-2 Kg al giorno, e fieno polifita a volontà per i primi 7 mesi di gravidanza; si aumenta poi la razione cereali fino ai 3 Kg circa dall’ottavo mese in poi, tenendo conto anche delle condizioni di mantenimento dei soggetti. È chiaro che se la cavalla è allevata all’aperto notte e giorno e la gravidanza si conclude nei primi mesi dell’anno le quantità di cereali o di mangime composto potranno essere aumentate in base a questi parametri. Se, al contrario, la fattrice è stabulata per diverse ore, ricoverata durante le ore notturne e conclude la gravidanza in concomitanza della primavera - quindi con temperature meno rigide e possibilità di pascolo - si impiegheranno quantità inferiori di concentrati.
Le dosi devono essere stabilite anche in base al tipo morfologico e a fattori individuali di metabolismo: un proprietario che conosce il proprio animale deve considerare nella formulazione della dieta se si tratta di un soggetto che ingrassa facilmente o che, al contrario, tende a rimanere sottocondizione, se si tratta di cavalla di buona indole o di un animale nevrile.
Particolare attenzione dovrà essere riposta, soprattutto nell’ultimo trimestre di gravidanza, alla copertura dei fabbisogni vitaminici e minerali. Di particolare rilievo risultano alcuni elementi minerali coinvolti nella formazione dello scheletro la cui carenza potrebbe concorrere ad accrescere le possibilità di problemi ortopedici nel puledro dopo la nascita. Fin dalla vita nel grembo materno, infatti, occorre prestare attenzione agli apporti di calcio, fosforo, rame, zinco e manganese, che risultano indispensabili per un corretto sviluppo scheletrico e che potrebbero essere carenti nelle razioni.Inoltre, anche il ferro può essere un elemento critico in gravidanza e va quindi attentamente valutata la possibilità di impiegare un integratore minerale che, unitamente agli elementi sopracitati, ne apporti quantità adeguate. Per quanto riguarda le vitamine, l’utilizzo di un integratore a cicli di 15 giorni almeno due o tre
martedì, luglio 24, 2007
Dopo una lunga passeggiata..
Che fare quando si torna da una passeggiata?
Beh innanzi tutto se è inverno cercheremo di tenere "allegro" il cavallo al nostro arrivo e provvederemo a metterlo in box prima possibile. se molto bagnato possiamo asciugarlo con della paglia asciutta..
Se invece siamo in piena estate cerchiamo di non affaticare troppo il cavallo prima di giungere in stalla...
Se il tempo lo consente docciamo l'animale avendo tutte le accortezze del caso..
Poi facciamolo passeggiare al fine di farlo asciugare...
Mai coprire il cavallo bagnato con coperte sintetiche, e non far bere il cavallo per almeno 15-20 minuti....
Altro piccolo accorgimento eè quello di non allentare il sottopancia di improvviso al fine di evitare problemi di circolazione..,
Beh innanzi tutto se è inverno cercheremo di tenere "allegro" il cavallo al nostro arrivo e provvederemo a metterlo in box prima possibile. se molto bagnato possiamo asciugarlo con della paglia asciutta..
Se invece siamo in piena estate cerchiamo di non affaticare troppo il cavallo prima di giungere in stalla...
Se il tempo lo consente docciamo l'animale avendo tutte le accortezze del caso..
Poi facciamolo passeggiare al fine di farlo asciugare...
Mai coprire il cavallo bagnato con coperte sintetiche, e non far bere il cavallo per almeno 15-20 minuti....
Altro piccolo accorgimento eè quello di non allentare il sottopancia di improvviso al fine di evitare problemi di circolazione..,
lunedì, luglio 23, 2007
Vacanze Emiliane...
Come mi è consueto fare tutte le estati mi reco in Emilia Romagna alle pendici del monte cimone.
Mio fratello, che risiede in zona, possiee anch'egli dei cavalli e mi ha invitato a fare delle magnifiche passeggiate...
Purtroppo vicino al maneggio degli spregiudicati "uomini d'affari" hanno manifestato l'intenzione di costruire un frantio mobile per macinare pietre e quant'altro...
Chiedo a voi lettori come si potrebbero fermare queste speculazioni che stanno da qualche tempo dannegiando l'italia intera!
Fatevi sentire!!!
Mio fratello, che risiede in zona, possiee anch'egli dei cavalli e mi ha invitato a fare delle magnifiche passeggiate...
Purtroppo vicino al maneggio degli spregiudicati "uomini d'affari" hanno manifestato l'intenzione di costruire un frantio mobile per macinare pietre e quant'altro...
Chiedo a voi lettori come si potrebbero fermare queste speculazioni che stanno da qualche tempo dannegiando l'italia intera!
Fatevi sentire!!!
lunedì, luglio 09, 2007
Che cosa sono le ragadi??
Chiunque possieda o cavalchi un cavallo avrà senz'altro sentito parlare delle ragadi..
In risposta a domande di alcuni lettori intendo spiegare che cosa sono.
Le ragadi vengono classificate in gergo "tare molli", e sono tumefazioni della cute con successiva necrosi e decomposizione del pelo in quella zona.
Le ragadi si trovano molto spesso in zone poco visibili come le piegature degli arti.
Con l'andar del tempo le ragadi si trasformano in vere e proprie piaghe, da curare con cicatrizzanti.
Per evitare tutto ciò è necessario effettuare periodicamente una "governo della mano" che assicuri una buona pulizia del cavallo.
Questo con le dovute cautele inquanto fare il bagno al cavallo non è sempre una buona azione, ciò potrebbe portare ad un eccessivo indebolimento della cute e del pelo, a reumatismi( se fatto in condizioni sbagliate), o a bolsaggine...
Ricordiamo comunque che accudire un cavallo non è facile come sembra ed è bene seguire sempre i consigli dei più esperti.
In risposta a domande di alcuni lettori intendo spiegare che cosa sono.
Le ragadi vengono classificate in gergo "tare molli", e sono tumefazioni della cute con successiva necrosi e decomposizione del pelo in quella zona.
Le ragadi si trovano molto spesso in zone poco visibili come le piegature degli arti.
Con l'andar del tempo le ragadi si trasformano in vere e proprie piaghe, da curare con cicatrizzanti.
Per evitare tutto ciò è necessario effettuare periodicamente una "governo della mano" che assicuri una buona pulizia del cavallo.
Questo con le dovute cautele inquanto fare il bagno al cavallo non è sempre una buona azione, ciò potrebbe portare ad un eccessivo indebolimento della cute e del pelo, a reumatismi( se fatto in condizioni sbagliate), o a bolsaggine...
Ricordiamo comunque che accudire un cavallo non è facile come sembra ed è bene seguire sempre i consigli dei più esperti.
giovedì, giugno 28, 2007
Chi predica bene razzola male....
Come sempre l'equitazione italiana è dominata tante belle chicchere, tanti esperti, ma , quando è il momento di dimostrare e mettere in pratica tutte queste parole i risultati sono davvero scarsi.....
Basti vedere i risultati italiani nelle gare internazionali per rimanere sorpresi (purtroppo spiacevolmente) .Tutto ciò si deve a una scarsa conoscenza del cavallo come essere vivente, come se fosse una moto da corsa!
Per questo pubblicherò ben presto parte della mia tesina di maturità proprio al fine di soddisfare le curiosità difficili da trovare in un normale sito internet.
Basti vedere i risultati italiani nelle gare internazionali per rimanere sorpresi (purtroppo spiacevolmente) .Tutto ciò si deve a una scarsa conoscenza del cavallo come essere vivente, come se fosse una moto da corsa!
Per questo pubblicherò ben presto parte della mia tesina di maturità proprio al fine di soddisfare le curiosità difficili da trovare in un normale sito internet.
giovedì, giugno 07, 2007
E i Cavalli Selvatici???
" E che fine hanno fatto i cavalli del parco Aveto", tutti vi chederete.
Non se ne sa più niente, ecco la risposta.
Come siamo bravissimi a fare in Italia si è insabbiato tutto, al fine di evitare proteste e manifestazioni, che intanto non sarebbero servite a far cambiare idea a chi di quei cavalli se ne vuole sbarazzare a tutti i costi.
Ma rivolgendomi a chi di dovere, voglio fare una considerazione:
dal 2000 ad oggi sono state gettate da elicotteri più di 3000 vipere, sono stati riprodotti e introdotti circa 1900 cinghiali, sono stati liberati quasi 40 lupi (fuori habitat) tutto ciò allo scopo del cosiddetto "ripopolamento faunistico", e lo stesso ente che sostiene che il bosco debba essere "abitato" lascia eliminare 120 sparuti cavalli che se non provocati non fanno male a nessuno.
Sembra un conrosenso, anche perchè grazie a quei cinghiali e alle vipere garn parte degli agricoltori stanno pensando bene di incrociare le braccia e magari di trasferirsi in centro dove il cinghiale non potrà disintegrargli l'orto.
Quindi rendiamoci conto che la questione dei cavalli non esiste, quei cavalli dovrebbero rimanere indisturbati li dove sono, e se gli si lascerà abbastanza posto avranno di che cibarsi senza rovinare le colture.
A presto Roberto Tomei
Non se ne sa più niente, ecco la risposta.
Come siamo bravissimi a fare in Italia si è insabbiato tutto, al fine di evitare proteste e manifestazioni, che intanto non sarebbero servite a far cambiare idea a chi di quei cavalli se ne vuole sbarazzare a tutti i costi.
Ma rivolgendomi a chi di dovere, voglio fare una considerazione:
dal 2000 ad oggi sono state gettate da elicotteri più di 3000 vipere, sono stati riprodotti e introdotti circa 1900 cinghiali, sono stati liberati quasi 40 lupi (fuori habitat) tutto ciò allo scopo del cosiddetto "ripopolamento faunistico", e lo stesso ente che sostiene che il bosco debba essere "abitato" lascia eliminare 120 sparuti cavalli che se non provocati non fanno male a nessuno.
Sembra un conrosenso, anche perchè grazie a quei cinghiali e alle vipere garn parte degli agricoltori stanno pensando bene di incrociare le braccia e magari di trasferirsi in centro dove il cinghiale non potrà disintegrargli l'orto.
Quindi rendiamoci conto che la questione dei cavalli non esiste, quei cavalli dovrebbero rimanere indisturbati li dove sono, e se gli si lascerà abbastanza posto avranno di che cibarsi senza rovinare le colture.
A presto Roberto Tomei
giovedì, maggio 17, 2007
Questa è una poesia dedicata ad un cavallo ed un amico a me molto cari, il primo scomparso a causa della ferocia di alcuni "scellerati" che purtroppo operano ancora nel mondo equestre; il secondo a causa di un aneurisma celebrale che lo ha stroncato all'età di 15 anni...
Era una mattinata buia e ventosa quando ti ho perso....
Giungendo a te non ti ho più visto, sei scomparso nel nulla come fumo.
Solo sangue e crini strappati, nel tuo box...
Rabbia, paura, rabbia, dolore per essere assoggettato a individui così crudeli...
Non ci sei più ma è come se tutta la terra mi bisbigliasse la tua uccisione!!
E come un brivido di freddo mi giunge il tuo dolore e la tua speranza, rotta per sempre....
Nessuno e niente ti potrà più dar dolore ,calci, pugni, frustate ora sei libero nei pascoli verdi e teneri del cielo e nessuno più di te è vicino a Dio....
Dall'alto vedi questo stupida gabbia di dolore e dai conforto a chi vi è ancora all'interno...
Ricordami, ricordaci e perdona la cattiveria e la ferocia umana...
Era una mattinata buia e ventosa quando ti ho perso....
Giungendo a te non ti ho più visto, sei scomparso nel nulla come fumo.
Solo sangue e crini strappati, nel tuo box...
Rabbia, paura, rabbia, dolore per essere assoggettato a individui così crudeli...
Non ci sei più ma è come se tutta la terra mi bisbigliasse la tua uccisione!!
E come un brivido di freddo mi giunge il tuo dolore e la tua speranza, rotta per sempre....
Nessuno e niente ti potrà più dar dolore ,calci, pugni, frustate ora sei libero nei pascoli verdi e teneri del cielo e nessuno più di te è vicino a Dio....
Dall'alto vedi questo stupida gabbia di dolore e dai conforto a chi vi è ancora all'interno...
Ricordami, ricordaci e perdona la cattiveria e la ferocia umana...
martedì, maggio 15, 2007
Polemiche, polemiche, polemiche.......
L'equitazione è divenuta ormai un brullicare di associazioni che non fanno altro che polemizzare l'operato di associazioni riconosciute e oneste, che evidentemente danno fastidio.
Pochi, pochissimi parlano di cavalli in modo imparziale e appassionante, come per altro si dovrebbe!
Ma dove sono finiti i cavalli????
Tra tecnici, cooordinatori, e presidenti la nostra passione va " a farsi friggere"!!!!
Quello che propongo personalmente è un dialogo costruttivo per migliorarci l'un l'altro, invece di pensare agli errori e alle disfatte altrui.
Che cos'è questa mania?? Probabilmente è di tendenza , criticare, rimanendo sempre sul vago e non conludendo assolutamente niente.
Vediamo invece di aprire l'equitazione a chi per esempio non può permetterselo, o a formare meglio gli istruttori!!
Pensateci.....
Istruttore Roberto Tomei.
L'equitazione è divenuta ormai un brullicare di associazioni che non fanno altro che polemizzare l'operato di associazioni riconosciute e oneste, che evidentemente danno fastidio.
Pochi, pochissimi parlano di cavalli in modo imparziale e appassionante, come per altro si dovrebbe!
Ma dove sono finiti i cavalli????
Tra tecnici, cooordinatori, e presidenti la nostra passione va " a farsi friggere"!!!!
Quello che propongo personalmente è un dialogo costruttivo per migliorarci l'un l'altro, invece di pensare agli errori e alle disfatte altrui.
Che cos'è questa mania?? Probabilmente è di tendenza , criticare, rimanendo sempre sul vago e non conludendo assolutamente niente.
Vediamo invece di aprire l'equitazione a chi per esempio non può permetterselo, o a formare meglio gli istruttori!!
Pensateci.....
Istruttore Roberto Tomei.
venerdì, maggio 04, 2007
giovedì, maggio 03, 2007
A Difesa dell'Engea
Da un pò di tempo nel mondo di internet vi sono alcune associazioni equestri che svolgono
una vara e propria campagna pubblicitaria negativa contro questa magnifica associazione.
In realtà l'iniziativa è di pochi, probabilmente invidiosi, che devono assolutamente screditare un sistema che funziona correttamente, ed aiuta sia i propri tecnici, sia i propri iscritti, cosa che non
tutte le associazioni fanno!!!
I motivi che mi spingono a rompere gli indugi e difendere "a spada tratta", questo ente, sono sia rgioni personali di amicizia con tecnici engea, sia ragioni oggettive legate alla convenienza
reale di questa associazione equestre.
Infatti essere socio engea vuole dire avere una delle migliori assicurazioni a livello planetario nel mondo equestre; vuole dire avere un titolo riconosciuto in 58 paesi, cosa che NESSUNA ASSOCIAZIONE O FEDERAZIONE GARANTISCE, rispetta le norme ISO, da diritto di iscrizione all'OPEc e all'anie.
Inoltre l'ambiente engea è come una grossa famiglia.
una vara e propria campagna pubblicitaria negativa contro questa magnifica associazione.
In realtà l'iniziativa è di pochi, probabilmente invidiosi, che devono assolutamente screditare un sistema che funziona correttamente, ed aiuta sia i propri tecnici, sia i propri iscritti, cosa che non
tutte le associazioni fanno!!!
I motivi che mi spingono a rompere gli indugi e difendere "a spada tratta", questo ente, sono sia rgioni personali di amicizia con tecnici engea, sia ragioni oggettive legate alla convenienza
reale di questa associazione equestre.
Infatti essere socio engea vuole dire avere una delle migliori assicurazioni a livello planetario nel mondo equestre; vuole dire avere un titolo riconosciuto in 58 paesi, cosa che NESSUNA ASSOCIAZIONE O FEDERAZIONE GARANTISCE, rispetta le norme ISO, da diritto di iscrizione all'OPEc e all'anie.
Inoltre l'ambiente engea è come una grossa famiglia.
venerdì, aprile 20, 2007
Una questione di psicologia
UNA QUESTIONE DI PSICOLOGIA
Il comportamento del cavallo è sempre conseguenza di un esperienza precedente.Nell osservare il comportamento di più cavalli ci si può facilmente accorgere che ogni soggetto pare distinguersi dagli altri per piccole manie che spesso interpretiamo come vezzi o capricci.Cè quello che appena sente il carrello delle profende in scuderia inizia a rampare contro la porta, quello che non sopporta di essere secondo a nessuno in passeggiata, quello che ricerca quasi ostinatamente le coccole delluomo, quello che, al contrario, si mostra riottoso e chiuso, quello che al prato ama la compagnia dei propri simili e quello che invece preferisce isolarsi.I casi, di questo passo, possono ripetersi allinfinito ma sono tutti contraddistinti da ununica costante: non sono mai atteggiamenti casuali e semmai la loro origine va ricercata nellesperienza acquisita da ciascun soggetto fin dai primissimi stadi della sua esistenza e, ancora prima, nellistinto innato della vita del branco: perché non dobbiamo mai dimenticare che ogni cavallo porta con sé listinto per una vita piuttosto diversa da quella che si trova poi a condurre di fatto. Ciò non significa che la routine di scuderia abbia necessariamente influssi negativi o devianti sulla sua personalità, ma semmai che esistono atteggiamenti comportamentali equinamente pertinenti che possono sfuggire alla logica prettamente umana.per esempio il cavallo che rampa contro la porta e pare non tollerare di ricevere le profende dopo i suoi colleghi. Di per sé, potrebbe sembrare un semplice capriccio, ma a ben guardare potrebbe esserci una spiegazione assai differente.Nella vita di branco esistono delle gerarchie ben stabilite che ordinano anche funzioni primarie quali labbeverata o lassunzione del cibo. Cè il cavallo che per primo accede allacqua mentre gli altri svolgono il ruolo di guardiani e che cede quindi il posto a tavola in un preciso interscambio funzionale di compiti. Pensiamo quale frustrazione possa rappresentare laspettare rigorosamente il turno a fine corridoio per un soggetto che ha avuto da puledro questo ruolo e che si trova improvvisamente a dover fare la fila! E lo stesso può dirsi per quei soggetti che, in passeggiata, reagiscono in maniera poco propensa allessere accodati ad altri cavalli: fin dai primi giochi dei puledri liberi al prato ci sono soggetti che corrono e altri che inseguono, e se il nostro cavallo è tra quelli abituati a guidare i suoi simili nelle corse e nei giochi, il ruolo di comprimario può risultargli un po stretto e dare origine al desiderio di riattestarsi, con noi in sella e nostro malgrado, al comando del gruppo. Un soggetto che fin da puledro sia stato abituato a essere manipolato, toccato e accudito con buona frequenza sarà indubbiamente più propenso e rilassato nel contatto con chi lo governa, lo coccola o semplicemente gli gira intorno. È abbastanza facile intuire che, al contrario, in soggetti rimasti più a lungo in regime di branco, come per esempio accade in molti allevamenti che dispongono di un numero cospicuo di puledri, il contatto con luomo avviene più tardi e dunque risulti meno naturale.Attenti ai traumiÈ un grosso errore cercare di interpretare i comportamenti del cavallo basandoci sulla nostra logica. Se è già complesso riuscire a capire come pensa un cavallo, lo è ancora di più riuscire a interpretare le sue reazioni alla luce della sua personalissima esperienza. Di un essere umano possiamo in un qualche modo tracciare un profilo delle sue fobie o dei suoi comportamenti attraverso il suo vissuto, che può esserci raccontato: dal bambino che è caduto nellacqua senza salvagente quando era piccolo alladulto che ha paura di nuotare dove non si tocca il fondo, il tracciato è abbastanza scontato. Ma del cavallo che rifiuta ostinatamente di attraversare un ruscello cosa sappiamo? Accanirsi in maniera troppo dura verso questi atteggiamenti (il rifiuto dellacqua è un classico) può creare ulteriori tensioni e determinare unulteriore associazione spiacevole, a livello fisico e psicologico, rispetto a un evento che porta già una matrice negativa nellesperienza di quel particolare soggetto.Di fronte a situazioni che lo hanno messo in pericolo o nelle quali ha provato paura, il cavallo si comporterà secondo quanto gli verrà suggerito dal suo istinto di conservazione. Questo è il motivo principale per il quale è assolutamente necessario che ogni evento porti quanto più possibile con sé una connotazione positiva ed entri nellesperienza del soggetto nella maniera meno traumatica possibile. Di fronte a una barriera abbattuta, a uno scivolone in acqua, a un viaggio in van un po più movimentato, il cavallo deve essere non solo compreso nelle sue paure ma anche aiutato con una presenza costante e rassicurante, un atteggiamento che gli dica: «Ok, non preoccuparti, non è successo nulla di male». Una pacca sul collo, un massaggio vicino al garrese, un pezzo di carota, dieci minuti di passeggiata a mano, qualche parola detta con tono pacato costituiscono una terapia semplice e molto funzionale che chiunque può mettere facilmente in atto. Solo così il trauma non andrà a incidere sulla psiche e potrà rapidamente essere dimenticato. In caso contrario, al ripresentarsi di una situazione analoga, il comportamento del cavallo sarà sicuramente di difesa a oltranza.
Il comportamento del cavallo è sempre conseguenza di un esperienza precedente.Nell osservare il comportamento di più cavalli ci si può facilmente accorgere che ogni soggetto pare distinguersi dagli altri per piccole manie che spesso interpretiamo come vezzi o capricci.Cè quello che appena sente il carrello delle profende in scuderia inizia a rampare contro la porta, quello che non sopporta di essere secondo a nessuno in passeggiata, quello che ricerca quasi ostinatamente le coccole delluomo, quello che, al contrario, si mostra riottoso e chiuso, quello che al prato ama la compagnia dei propri simili e quello che invece preferisce isolarsi.I casi, di questo passo, possono ripetersi allinfinito ma sono tutti contraddistinti da ununica costante: non sono mai atteggiamenti casuali e semmai la loro origine va ricercata nellesperienza acquisita da ciascun soggetto fin dai primissimi stadi della sua esistenza e, ancora prima, nellistinto innato della vita del branco: perché non dobbiamo mai dimenticare che ogni cavallo porta con sé listinto per una vita piuttosto diversa da quella che si trova poi a condurre di fatto. Ciò non significa che la routine di scuderia abbia necessariamente influssi negativi o devianti sulla sua personalità, ma semmai che esistono atteggiamenti comportamentali equinamente pertinenti che possono sfuggire alla logica prettamente umana.per esempio il cavallo che rampa contro la porta e pare non tollerare di ricevere le profende dopo i suoi colleghi. Di per sé, potrebbe sembrare un semplice capriccio, ma a ben guardare potrebbe esserci una spiegazione assai differente.Nella vita di branco esistono delle gerarchie ben stabilite che ordinano anche funzioni primarie quali labbeverata o lassunzione del cibo. Cè il cavallo che per primo accede allacqua mentre gli altri svolgono il ruolo di guardiani e che cede quindi il posto a tavola in un preciso interscambio funzionale di compiti. Pensiamo quale frustrazione possa rappresentare laspettare rigorosamente il turno a fine corridoio per un soggetto che ha avuto da puledro questo ruolo e che si trova improvvisamente a dover fare la fila! E lo stesso può dirsi per quei soggetti che, in passeggiata, reagiscono in maniera poco propensa allessere accodati ad altri cavalli: fin dai primi giochi dei puledri liberi al prato ci sono soggetti che corrono e altri che inseguono, e se il nostro cavallo è tra quelli abituati a guidare i suoi simili nelle corse e nei giochi, il ruolo di comprimario può risultargli un po stretto e dare origine al desiderio di riattestarsi, con noi in sella e nostro malgrado, al comando del gruppo. Un soggetto che fin da puledro sia stato abituato a essere manipolato, toccato e accudito con buona frequenza sarà indubbiamente più propenso e rilassato nel contatto con chi lo governa, lo coccola o semplicemente gli gira intorno. È abbastanza facile intuire che, al contrario, in soggetti rimasti più a lungo in regime di branco, come per esempio accade in molti allevamenti che dispongono di un numero cospicuo di puledri, il contatto con luomo avviene più tardi e dunque risulti meno naturale.Attenti ai traumiÈ un grosso errore cercare di interpretare i comportamenti del cavallo basandoci sulla nostra logica. Se è già complesso riuscire a capire come pensa un cavallo, lo è ancora di più riuscire a interpretare le sue reazioni alla luce della sua personalissima esperienza. Di un essere umano possiamo in un qualche modo tracciare un profilo delle sue fobie o dei suoi comportamenti attraverso il suo vissuto, che può esserci raccontato: dal bambino che è caduto nellacqua senza salvagente quando era piccolo alladulto che ha paura di nuotare dove non si tocca il fondo, il tracciato è abbastanza scontato. Ma del cavallo che rifiuta ostinatamente di attraversare un ruscello cosa sappiamo? Accanirsi in maniera troppo dura verso questi atteggiamenti (il rifiuto dellacqua è un classico) può creare ulteriori tensioni e determinare unulteriore associazione spiacevole, a livello fisico e psicologico, rispetto a un evento che porta già una matrice negativa nellesperienza di quel particolare soggetto.Di fronte a situazioni che lo hanno messo in pericolo o nelle quali ha provato paura, il cavallo si comporterà secondo quanto gli verrà suggerito dal suo istinto di conservazione. Questo è il motivo principale per il quale è assolutamente necessario che ogni evento porti quanto più possibile con sé una connotazione positiva ed entri nellesperienza del soggetto nella maniera meno traumatica possibile. Di fronte a una barriera abbattuta, a uno scivolone in acqua, a un viaggio in van un po più movimentato, il cavallo deve essere non solo compreso nelle sue paure ma anche aiutato con una presenza costante e rassicurante, un atteggiamento che gli dica: «Ok, non preoccuparti, non è successo nulla di male». Una pacca sul collo, un massaggio vicino al garrese, un pezzo di carota, dieci minuti di passeggiata a mano, qualche parola detta con tono pacato costituiscono una terapia semplice e molto funzionale che chiunque può mettere facilmente in atto. Solo così il trauma non andrà a incidere sulla psiche e potrà rapidamente essere dimenticato. In caso contrario, al ripresentarsi di una situazione analoga, il comportamento del cavallo sarà sicuramente di difesa a oltranza.
giovedì, aprile 19, 2007
mercoledì, aprile 18, 2007
Il Cavallo e L'Uomo: più di 3000 anni insieme.
Circa 3000 anni fà, nelle pianure sperdute dell'Asia centrale, l'uomo capì l'utilità del cavallo, precedentemente cacciato per la carne.
Proprio da quel momento iniziò una frattura che ancora oggi è ben evidente.
L'uomo volle assoggettare il cavallo a tutte le sue esigenze, servendosi della sua cattiveria e di metodi poco ortodossi, incutendo nell'animale paura, che presto si tramutò in odio e non in rispetto, come egli avrebbe voluto.
Il Cavallo venne usato come un "oggetto" al servizio dell'umanità, come un auto moderna; utile non solo per il trasporto di persone, ma anche di oggeti.
Per il cavallo la libertà era finita!!!
Proprio da quel momento iniziò una frattura che ancora oggi è ben evidente.
L'uomo volle assoggettare il cavallo a tutte le sue esigenze, servendosi della sua cattiveria e di metodi poco ortodossi, incutendo nell'animale paura, che presto si tramutò in odio e non in rispetto, come egli avrebbe voluto.
Il Cavallo venne usato come un "oggetto" al servizio dell'umanità, come un auto moderna; utile non solo per il trasporto di persone, ma anche di oggeti.
Per il cavallo la libertà era finita!!!
venerdì, aprile 13, 2007
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Ecco alcune immagini del paesaggio preolimpico visto da cavallo!!
31-10-2005
Val susa oulx.

